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Proci
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Il termine è mweqlatino (mwegplurale tantum: mwewmwfaprŏcĕres, procerum) ed è usato per tradurre letteralmente il termine originale μνηστῆρες mwfqmnēstḕres "pretendenti".
La narrazione di mwfwOmero, che li mostra come parassiti, dimoranti nella reggia per anni, sarebbe incomprensibile a noi contemporanei se non considerassimo la mwgasacralità dell'ospitalità presso la civiltà greca.cite-ref-1[1]cite-ref-2[2] Perciò è rilevante lo stratagemma di Penelope, la quale, per ritardare il momento della scelta, inventa l'astuzia della mwiqtela: la moglie di Ulisse dice infatti ai Proci che ne avrebbe scelto uno solo quando avesse finito di tessere un sudario per il suocero (la tela stessa), ma, segretamente, di notte, la disfa ogni volta, dovendo così sempre ricominciare il lavoro da capo e ritardando così il momento della scelta.
Durante i primi canti del racconto, i proci scoprono eventualmente del trucco della tela con la complicità della serva mwiwMelanto, che ha i pretendenti in simpatia. Inoltre, scherniscono continuamente mwjaTelemaco, ignorando il divieto di portare armi durante l'assemblea cittadina da lui indetta, in cui cerca di spronare il popolo a scacciare i pretendenti, solo per essere intimoriti dal loro armamentario e parole su come Penelope procrastini troppo a completare la tela e di consequenza la sua decisione. Quando poi Telemaco tiene fede alla sua promessa di partire in mare a cercare informazioni e aiuto sulla terraferma, mwjqAntinoo, leader del gruppo, organizza un agguato sulla via marittima principale per il suo ritorno, ma grazie all'intervento di mwjgAtena, tramite il veggente fuggiasco mwjwTeoclimeno, il principe rientra in patria da un altro porto e, accampatosi presso il porcaro mwkaEumeo, trova e riabbraccia il padre, camuffato da mendicante.
Il giorno dopo, Ulisse, sempre travestito da mendicante, è accompagnato alla reggia dove studia i Proci e valuta chi sia degno di sopravvivere o meno. L'unico che riceve tale pensiero è mwkgAnfinomo, ma ignorando il criptico avvertimento del mendico, non verrà risparmiato. Altri invece, mostrano meno rispetto verso il vecchio: Antinoo tira una sedia contro di lui e mwkwCtesippo una zampa di bue. Altri due alleati dei proci entrano in scena, prima il capraro mwlaMelanzio che come Melanto (in alcune versioni, i due personaggi sono anche fusi assieme) che sputa al mendico, e poi un altro mendicante di nome mwlqArneo che Ulisse uccide durante uno scontro fomentato da Antinoo.
Quella sera, Ulisse e Telemaco fanno sparire le armi dei proci dalla sala principale, con la scusa di farle lucidare, e il giorno dopo, Penelope offre una sfida finale ai proci: una gara con l'arco, che consiste nel tendere l'arco di Ulisse e scoccare una freccia oltre il buco di dodici scuri. Dopo che tutti i proci falliscono solo nel tendere l'arco, Ulisse domanda di poter provare e riesce nell'impresa. Quindi, col medesimo arco, inizia la strage dei Proci, con l'aiuto di Telemaco, Eumeo, il fedele vaccaro mwlwFilezio, mwmaAtena. Questi eliminano a uno a uno tutti i pretendenti e i traditori itacesi, che sono futilmente aiutati da Melanzio che porta a loro qualche arma; soltanto l'aedo mwmqFemio e l'araldo mwmgMedonte, rimasti fedeli al re di Itaca, vengono risparmiati.cite-ref-0-3-0[3] In seguito, Melanzio, Melanto e tutti gli altri servi a loro fedeli sono poi giustiziati da Ulisse e Telemaco per la loro infedeltà verso il legittimo sovrano.
L'ultimo canto dell'opera, vede come antagonisti i parenti dei Proci, guidati dal mwoaEupite, padre di Antinoo, tentare di vendicare la loro morte con uno scontro al vigneto di mwoqLaerte, il padre di Ulisse. Secondo la versione principale, solo Eupite muore trafitto dalla freccia del vecchio re, prima che Atena intervenga e chiede di cessare il versamento di ulteriore sangue, mentre altre versioni mettono l'intervento divino prima, permettendo a Eupite di sorpavvivere.
Contents
• Note
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I Proci citati nell ' Odissea
• Agelao: figlio di Damastore. È ucciso da Ulisse.
• mwqgAnfimedonte: figlio di Melaneo. È ucciso da Telemaco. In fonti non omeriche il padre di questo pretendente avrebbe ospitato Agamennone e suo fratello Menelao quando vennero ad Itaca per convincere Ulisse ad unirsi alla spedizione contro Troia
• mwraAnfinomo: il più bello dei Proci, principe di Dulichio. Prudente e assennato, mostra cortesia verso Ulisse travestito, che cerca di convincerlo ad abbandonare la reggia. L'avvertimento tuttavia viene ignorato e Anfinomo condivide il destino degli altri pretendenti, venendo ucciso da Telemaco.
• mwrgAntinoo: figlio di mwrwEupite e il capo dei Proci, guidandoli durante le loro razie alla mensa reale. Ordisce il complotto per uccidere Telemaco durante il suo ritorno dal continente, ed è tra quelli che istigano la lotta tra Ulisse travestito e il mendicante Iro. È la prima vittima di Ulisse.
• mwsqCtesippo: figlio di Politerse, è uno dei Proci più arroganti e scortesi. Possessore di una grande ricchezza, si prende gioco di Ulisse travestito da mendicante tirandogli una zampa di bue come dono d'ospitalità. Ulisse la schiva e Telemaco minaccia Ctesippo che se lo avesse colpito lo avrebbe trafitto con la sua lancia. È ucciso da Filezio.
• mwswDemoptolemo: ucciso da Ulisse.
• Elato: ucciso da mwtqEumeo.
• mwtwEuriade: ucciso da Telemaco.
• Euridamante: ucciso da Ulisse.
• mwuwEurimaco: secondo capo dei Proci dopo Antinoo, è raffinato e ingannevole. Dopo che Antinoo viene ucciso, egli vigliaccamente tenta di fare del compagno caduto il mwvacapro espiatorio della faccenda, affermando che i Proci avrebbero potuto ripagare Ulisse di ciò che gli avevano fatto, ma viene ucciso dalla seconda freccia scagliata dal re.
• mwwgLeocrito: ucciso da Telemaco.
• mwxaLeode: pretendente dotato di veggenza, predice l'uccisione dei Proci, compresa la propria. Durante la strage si getta ai piedi di Ulisse implorando pietà, ma il re rimane insensibile e gli taglia la testa.
• Pisandro: uno dei Proci più ricchi, offre una collana a Penelope. È ucciso da Filezio.
• Polibo: omonimo del padre di Eurimaco. È ucciso da Eumeo.cite-ref-0-3-1[3]
Note
cite-note-11. ↑ mwawHarry L. Levy, mwbaThe Odyssean Suitors and the Host-Guest Relationship, in mwbqTransactions and Proceedings of the American Philological Association, vol.mwbg 94, 1963, pp.mwbw 145-153.
cite-note-22. ↑ A tal proposito si legga la voce mwcwFilemone e Bauci.
cite-note-0-33. ↑ mweqOmero, mwegOdissea, a cura di Elisa Avezzù e Maria Grazia Ciani, Feltrinelli, 2018.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itProci, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.